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Stezzo Films? Semantica e riflessioni di Gennaio

Sono Michele, faccio il filmmaker (o regista) e Stezzo Films è il mio progetto filmico, nato oltre 10 anni fa con una missione: creare documentari e video ad impatto sociale, capaci di raccontare storie urgenti che spesso vengono ignorate dal mainstream. Nel mio dialetto, “Stezzo” significa “pezzo”, e per me rappresenta proprio questo: un frammento essenziale di un organismo più grande, un invito all’umiltà e alla consapevolezza che nessuno è un’isola.

In questo contesto mi autodefinisco regista / contadino, un pò provocatoriamente un pò per dare umanità e contatto con la realtà alla mia pratica artistica attraverso l’agricoltura. Penso che avere a che fare con le piante non sia solo una velleità new-age fricchettona, è una necessità della nostra società tecno-sclerotizzata.

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Comune di Urupia, Estate 2025

Stezzo Films è il mio laboratorio creativo, un luogo dove le idee si trasformano in narrazioni che mettono al centro la crisi climatica, le disuguaglianze sociali e l’arte come strumento di verità e cambiamento. Negli ultimi anni ho deciso di dedicare i miei sforzi a raccontare queste storie con autenticità e passione, perché voltare lo sguardo altrove non è un’opzione, né come artista né come essere umano.

Da circa il 2005 mi esprimo attraverso le immagini in movimento, prima dell’esplosione di YouTube e dei social media, quando il linguaggio audiovisivo iniziava a trasformarsi grazie alle community online. Oggi, dopo vent’anni, il panorama è cambiato radicalmente: la quantità di video caricati online ogni giorno è talmente enorme che l’esperienza diventa passiva, uno tsunami di contenuti che soffoca la riflessione e la ricerca ed amplifica il CTRL+C CTRL+V.

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Presentazione del documentario ‘Rogo’ prima di un workshop antincendio al Riforestival 2025

Oggi tutti fanno foto professionali, film brevi, tutti hanno accesso agli strumenti del cinema, e l’automatizzazione AI rende le professioni video sempre più sopravvalutate. Qual’è il posto dei creativi in questo contesto ultra-democratizzato? L’accelerazione senza fine del linguaggio digitale, amplificata dall’AI generativa, rischia di allontanare i narratori dalla realtà, e li avvicina sempre di più ad una cacofonia pubblicitaria totalizzante. In una piazza digitale globale dove “contenuto” è il nome dato alle storie raccontate in video, la forma schiaccia il contenuto vero e proprio. Tutto è un advert.

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Altamura, Inverno 2025

La mia sfida è usare questi spazi digitali per restituire realtà e socialità alle immagini in movimento. Per questo ho iniziato da qualche tempo a fare più proiezioni pubbliche dei lavori di Stezzo Films, a collaborare con ONG ed associazioni, ad impegnarmi in progetti cinematografici di impatto sociale. Mi piacerebbe coinvolgere più persone, iniziare a lavorare sulle agorà che vengono dopo le proiezioni. I dibattiti e le conversazioni a cui ho assistito dopo ogni proiezione sono stati preziosi generatori di nuova linfa creativa.

Buona continuazione a tutte/i.

ENG

My name is Michele, I am a filmmaker and Stezzo Films is my film project, which began over 10 years ago with a mission: to create documentaries and videos with social impact, capable of telling urgent stories that are often ignored by the mainstream. In my dialect, “Stezzo” means “piece”, and for me it represents just that: an essential fragment of a larger organism, an invitation to humility and awareness that no one is an island.

In this context, I define myself as a director/farmer, partly provocatively and partly to give humanity and contact with reality to my artistic practice through agriculture. I think that working with plants is not just a new-age hippie whim, it is a necessity for our techno-sclerotic society.

Stezzo Films is my creative laboratory, a place where ideas are transformed into narratives that focus on the climate crisis, social inequalities and art as a tool for truth and change. In recent years, I have decided to devote my efforts to telling these stories with authenticity and passion, because looking away is not an option, either as an artist or as a human being.

Since around 2005, I have been expressing myself through moving images, before the explosion of YouTube and social media, when audiovisual language was beginning to transform thanks to online communities. Today, twenty years later, the landscape has changed radically: the amount of video uploaded online every day is so enormous that the fruition becomes passive, a tsunami of content that stifles reflection and research and amplifies CTRL+C CTRL+V.

Today, everyone takes professional photos and makes short films; everyone has access to filmmaking tools, and AI automation is making video professions increasingly overrated. What is the place of creatives in this ultra-democratised context? The endless acceleration of digital language, amplified by generative AI, risks distancing storytellers from reality and bringing them ever closer to an all-encompassing advertising cacophony. In a global digital square where “content” is the name given to stories told on video, form overwhelms actual content. Everything is an advert.

My challenge is to use these digital spaces to bring back realism and sociality to moving images. That’s why I started to do more public screenings of Stezzo Films’ work, to collaborate with NGOs and associations, and to engage in film projects with a social impact. I would like to involve more people and start working on the conversations that follows the screenings. The ones I have witnessed so far have been invaluable sources of new creative energy.

Take care everyone.

(In the attached images: Municipality of Urupia, Summer 2025; Presentation of the documentary “Rogo” and fire prevention workshop at Riforestival 2025; Altamura, Winter 2025)

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